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Affrontare stress e burnout al lavoro attraverso strategie di mitigazione dell'iperarousal a contrasto di una Leadership Tossica, Tesi di specializzazione in Neuropsicologia del Benessere

Immagine del redattore: Eleonora Valé
Eleonora Valé
27 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 31 ago

Il lavoro si inserisce nell’ambito della Psicologia Positiva e della Neuropsicologia del Benessere, approfondendo il rapporto tra stress lavoro-correlato, burnout e leadership tossica. Il progetto esplora l’approccio psicofisiologico al benessere aziendale, con particolare attenzione alla sicurezza psicofisiologica e agli effetti di stili di leadership disfunzionali e micro-management sull’arousal.

L’intervento ipotetico propone tecniche bottom-up di regolazione emotiva, rilassamento muscolare progressivo di Jacobson e Mindfulness, integrate con strumenti di coaching, per promuovere il benessere individuale e organizzativo.


Cos’è la Psicologia Positiva?

La Psicologia Positiva si concentra sullo studio del benessere psicologico, delle risorse personali e dei fattori che favoriscono una vita soddisfacente. Tra i principali approcci troviamo la prospettiva eudaimonica, legata alla realizzazione personale e al senso della propria vita, e quella edonica, maggiormente connessa a piacere, emozioni positive e soddisfazione di vita.

Il modello di Carol Ryff considera il benessere attraverso diverse dimensioni, tra cui autonomia, crescita personale, relazioni positive e senso di scopo nella vita. La Teoria dell’Autodeterminazione di Ryan e Deci sottolinea invece l’importanza di autonomia, competenza e relazioni per la motivazione e il benessere.

Un altro concetto importante è quello di flow, elaborato da Mihaly Csikszentmihalyi: uno stato di coinvolgimento profondo che può emergere quando le proprie capacità sono adeguatamente bilanciate rispetto alle richieste del compito.


Benessere aziendale: stare bene al lavoro

Questi principi possono essere applicati anche al mondo professionale. Il benessere organizzativo riguarda infatti la qualità dell’ambiente di lavoro e le condizioni che permettono alle persone di sentirsi motivate, valorizzate e psicologicamente sicure.

Ma cosa succede quando l'ambiente lavorativo diventa fonte di minaccia e stress costante?


Stress, burnout e psicofisiologia del benessere

La prospettiva psicofisiologica permette di osservare il benessere anche attraverso la relazione tra mente, corpo e sistema nervoso. Quando una persona percepisce una situazione come minacciosa, può verificarsi un aumento dell’arousal, cioè del livello di attivazione psicofisiologica.

Se lo stress diventa persistente e le risorse di recupero non sono sufficienti, può contribuire allo sviluppo di condizioni di stress cronico e burnout, caratterizzato da esaurimento, distacco dal lavoro e ridotta efficacia percepita.

Nel contesto lavorativo possono incidere diversi fattori organizzativi: carichi eccessivi, scarsa autonomia, conflitti, mancanza di riconoscimento e modalità di gestione disfunzionali.


Leadership tossica e stress sul lavoro

Un particolare fattore di rischio può essere rappresentato dalla leadership tossica. Comportamenti caratterizzati da controllo eccessivo, svalutazione, pressione costante o sfruttamento delle risorse dei collaboratori possono contribuire a creare un ambiente percepito come poco sicuro.

Tra le forme di leadership tossica possono essere considerate la leadership abusiva, caratterizzata da comportamenti ostili e svalutanti, e quella sfruttatrice, orientata prevalentemente all'interesse del leader a discapito del benessere dei collaboratori.

Anche il micro-management, quando diventa pervasivo, può ridurre il senso di autonomia e aumentare la percezione di controllo e pressione.


Strategie bottom-up per il benessere

Un possibile approccio consiste nell'affiancare agli interventi organizzativi strategie bottom-up, che lavorano sulla consapevolezza e sulla regolazione dello stato psicofisiologico.

Tra gli strumenti utilizzabili, in base al contesto e alla professionalità di chi interviene, possono rientrare:

  • regolazione emotiva;

  • rilassamento muscolare progressivo di Jacobson;

  • Mindfulness;

  • tecniche di coaching;

  • attività finalizzate alla consapevolezza dello stress e dei propri segnali psicofisiologici.

L'obiettivo non è semplicemente “eliminare lo stress”, ma favorire una maggiore capacità di riconoscere e gestire le proprie risposte allo stress, integrando il lavoro sulla persona con una riflessione sulle dinamiche organizzative.


Conclusioni

Il benessere aziendale nasce dall'interazione tra individuo e ambiente di lavoro. Promuovere autonomia, sicurezza psicologica, relazioni positive e condizioni organizzative sane può rappresentare una componente importante nella prevenzione dello stress e del burnout.

La Psicologia Positiva e la Psicofisiologia del Benessere offrono quindi due prospettive complementari: una orientata alle risorse e alla realizzazione della persona, l'altra alla relazione tra esperienza psicologica e stato fisiologico. Integrarle può aiutare a progettare interventi più completi per promuovere il benessere nei contesti lavorativi.

 
 
 

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